(ANS – Torino) – Il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, ha esordito con alcuni ringraziamenti per i tanti ospiti, Salesiani e rappresentanti dei gruppi della Famiglia Salesiana.

Anche per Don Á.F. Artime la prima attenzione è quella di uno sguardo profetico e pieno di speranza per un impegno rilevante:  “Guidare e animare responsabilmente un carisma della Chiesa, per la Chiesa e per il mondo, suscitato dallo Spirito”.

Ed è con questa attenzione e questo compito che, come Salesiani, c’è da rinnovare “la responsabilità di guidare la comunione e l’unità di vita nella Congregazione” con un unico interesse: curare gli interessi di Dio.

Come affermò Don Luigi Ricceri nel Capitolo Generale 20°: “La nostra non è un’assemblea di azionisti di una industria, non è un’assemblea politica con le fazioni dai contrastanti interessi economici, di prestigio, di ambizioni. Noi siamo qui Chiesa, meglio, assemblea di uomini consacrati, riuniti nel nome del Signore, votati totalmente a un ideale sovrannaturale”.

Nel passare poi al tema e agli obiettivi specifici del CG28, il Rettor Maggiore ha messo l’attenzione su alcuni obiettivi.

Innanzi tutto fare memoria che c’è da “dare l’assoluto primato alla missione salesiana con i giovani di oggi, e tra loro dando la priorità ai più bisognosi, ai più poveri e abbandonati”.

Chi è il Salesiano che oggi va incontro ai giovani? Quale il suo profilo? Quello che ha come Don Bosco come modello:

“Con Don Bosco come modello, dire salesiano oggi dovrebbe essere lo stesso che dire:

–        uomo consacrato di fede profonda;

–        passione apostolica per i giovani;

–        figlio di Dio che sa di essere e si sente padre dei giovani;

–        identità carismatica di ognuno che arricchisce la Chiesa del carisma di Don Bosco e crea la comunione ecclesiale;

–        apostolo dei giovani sempre fedele, sempre flessibile e creativo;

–        sempre educatore, sempre amico dei giovani”.

Oggi, ancora più che in altri tempi, il Salesiano vive insieme ai laici nella missione e nella formazione. E in questo ambito c’è da andare ancora oltre. Don Á.F. Artime auspica che il Capitolo Generale “prenderà forse in considerazione alcuni di questi punti sui quali spingere il nostro discernimento”, per superare resistenze nella missione condivisa con i laici, per crescere nella reciprocità nelle relazioni tra salesiani e laici, con una formazione congiunta.

Il Capitolo Generale 28° è un grande appello in questa ora, come già indicato nella lettera di convocazione: “Saremo chiamati a discernere con realismo, coraggio e determinazione, l’orientamento del cammino da percorrere in questo XXI secolo, in un momento ecclesiale molto speciale di rinnovamento e purificazione”.

C’è da proseguire l’impresa iniziata da Don Bosco, così come egli stesso nel 1875 disse a Don Giulio Barberis: “Voi compirete l’opera, che io incomincio; io abbozzo, voi stenderete i colori […] Io faccio la brutta copia della Congregazione e lascerò a coloro che mi vengono dopo di fare poi la bella”.

Conclude Don Á.F. Artime: “Penso che con il CG28 che oggi incominciamo ripuliremo altre parti dello schizzo che Don Bosco ci ha lasciato, poiché lo Spirito Santo continua a illuminarci anche oggi per essere fedeli al Signore Gesù nella fedeltà al carisma delle origini, con i volti e la musica e i colori di oggi.”

Alle ore 12:30, il Regolatore, a nome del Rettor Maggiore dichiara formalmente e ufficialmente aperto il Capitolo Generale 28°, messo sotto la protezione di Maria con la preghiera e il canto Sub tuum praesidium.