(ANS – Roma) – A pochi giorni dalla chiusura delle Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana 2021, realizzate per la prima volta online, parla il Rettor Maggiore Don Àngel Fernàndez Artime. “Questa pandemia che sta affliggendo la nostra umanità finirà, ma ci sono altre pandemie croniche che come cristiani abbiamo il dovere di contribuire ad estirpare: le guerre, le mafie, la fame, la povertà che sta disumanizzando chi è costretto ad immigrare per dare futuro ai propri figli e viene torturato o muore al gelo, la disoccupazione giovanile… Ecco il nostro compito laddove come Famiglia Salesiana siamo chiamati ad essere presenti: dare speranza e lavorare per la giustizia per ‘dare di più a chi ha avuto di meno’, come ci ha raccomandato Don Bosco e come ci richiama Papa Francesco”.

“La Strenna di quest’anno – prosegue il successore di Don Bosco – ha proprio come tema, in un momento in cui c’è tanta sofferenza, quello del dovere della speranza di fronte ad una realtà mondiale che ci interpella e che non possiamo ignorare: come Famiglia Salesiana siamo chiamati ad essere buoni cittadini e rispettare le regole anti-contagio ma anche buon cristiani e, dove c’è bisogno di aiuto, a non rinchiuderci in casa, ma a stare vicini in sicurezza a chi è in difficoltà. E così stiamo facendo nelle nostre opere, laddove incombe la guerra, o qui a Roma, come nella nostra parrocchia del Sacro Cuore dove la sera i giovani portano cibo, coperte e conforto a chi non ha un tetto per dormire. Una spinta alla solidarietà, come abbiamo sentito dalle testimonianze dal mondo, che in questi mesi di emergenza Covid-19 si è tradotta anche nella raccolta nelle nostre opere di ben 9 milioni di euro, che invieremo nelle nostre missioni in 68 nazioni, per finanziare 120 microprogetti per i giovani e le famiglie”.

Don À.F. Artime sottolinea anche come una prima testimonianza di speranza delle Giornate di Spiritualità 2021 sia stata la possibilità, mai accaduta prima, di far partecipare e incontrare migliaia di persone che condividono il carisma di Don Bosco: “La crisi causata dalla pandemia si è trasformata, grazie alla creatività delle nostre opere che stanno portando avanti molte iniziative online, in un’opportunità di incontro e comunione utilizzando le moderne tecnologie: sono convinto che Don Bosco, che è stato un missionario, oggi utilizzerebbe il web per comunicare il bene, per fare arrivare in tutto il mondo il messaggio di Gesù. Non tutto è male nella rete se la mettiamo a servizio dell’uomo: lo abbiamo sperimentato anche nei giorni scorsi, annunciando in tutte le nostre opere la Strenna 2021, dalla casa generalizia della Figlie di Maria Ausiliatrice, raggiungendo 198mila, persone fino all’Oceania”.

Marina Lomunno

Fonte: Avvenire